PIGOZZO: BILANCIO 2015 | SERVIZI SOCALI: I VENETI CI CREDONO, ZAIA NO

pigozzoL’integrazione dei Servizi Sociali, di competenza dei comuni, con quelli sanitari, di competenza dell’ULSS, è stata la principale caratteristica del modello organizzativo del sistema veneto. Il Piano SocioSanitario Regionale approvato nel 2012, pur ribadendo a parole tale modello, non ha poi avuto una elaborazione coerente, provocando al Sociale progressive restrizioni di risorse e di servizi che cominciano a far vedere i loro effetti deleteri per famiglie e Comuni.

Se guardiamo gli stanziamenti per il Sociale nei bilanci regionali dal 2010 ad oggi, emerge una situazione disperata. Azzerati i fondi per gli investimenti in strutture, quelli per le politiche per la famiglia, per le dipendenze, per i minori e per i giovani. Nel 2015 scompare il fondo indistinto di 20 milioni per i Comuni a favore delle persone con disabilità: ogni Comune, per mantenere gli stessi servizi del 2014, dovrà trovare nel proprio bilancio nuove risorse. Analogamente, nessun sostegno viene più erogato a favore dell’associazionismo o delle imprese sociali per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e per la lotta alla povertà: ciò aumenterà il disagio sociale.
Se da un lato può consolare il fatto che il Fondo per la non autosufficienza non venga decurtato rimanendo a 717 milioni euro, dall’altro non aumentano di valore delle quote sanitarie per non-autosufficienti ospitati in case di riposo; dal momento che i costi di gestione sono aumentati, queste si vedranno così costrette a chiedere un aumento della retta alle famiglie. E’ dal 2010 che Zaia non aggiorna le quote sanitarie ed oggi inserire un anziano in casa di riposo può costare alla famiglia più di 2000 euro!
Anche quest’anno i finanziamenti per le scuole paritarie (42 mil. per asili nido e scuole d’infanzia) sono impropriamente nel Fondo della Sanità e quindi non saranno erogati finché non arriveranno i soldi del Fondo Sociale Nazionale. Per questo motivo oggi le scuole paritarie non hanno ancora ricevuto quanto spettava loro nel 2014. Inoltre, mancano 5 milioni per i corsi di prima formazione professionale, una gravissima riduzione che metterà in ginocchio il sistema dell’offerta educativa della nostra Regione.
Infine, siccome la Regione non ha ancora definito quali competenze delle nuove Province gestirà in proprio, sta mettendo a rischio la continuità dei servizi sociali a favore dei ciechi e sordi che frequentano le scuole, oltre a creare un problema occupazionale per gli operatori.
Leggendo il bilancio 2015 ci chiediamo: perché Zaia sta smantellando i servizi sociali? E’ questo che i veneti si meritano? Proveremo a rimediare con i nostri emendamenti che discuteremo in consiglio questa settimana, ma la soluzione migliore sarà cambiare il governo di questa regione per dare priorità e dignità ai servizi alla persona sostenendo lo sforzo quotidiano dei comuni e delle numerose associazioni di volontariato.

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