Gabriele Scaramuzza: “Piano Socio Sanitario. Il grande incompiuto”

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Corriere del Veneto – 7 gennaio 2014
Piano Socio Sanitario. Il grande incompiuto.
Appello alla politica

Recentemente le diverse associazioni di rappresentanza delle professioni mediche hanno lanciato, con un manifesto pubblico, un segnale di allarme per il sistema sanitario Veneto.
Sbaglierebbe la politica a disinteressarsi a quanto denunciato in questo appello, perché la garanzia dei livelli di assistenza sanitari e sociosanitari è uno dei presupposti fondamentali per la tenuta di una società, per dare risposta alla domanda di salute delle popolazioni.
Sbaglierebbe soprattutto il centrosinistra a gioire di tutto ciò pensando che chi ha fatto le scelte fondamentali di programmazione sociosanitaria appartiene all’altro campo, e non facendo invece uno sforzo straordinario per riportare al centro del proprio progetto per il Veneto la necessità di scelte forti per dare continuità al sistema sanitario regionale, correggerne le storture, salvaguardarne le eccellenze.

Un progetto credibile non può che partire dalla priorità al sistema delle cure primarie e territoriali, in vestendo sull’assistenza distrettuale e sulle strutture intermedie, sui servizi di domiciliarità, sul legame strategico tra medicina e territorio.
In questo senso il Piano Socio Sanitario approvato dalla Regione Veneto è un grande incompiuto, giacché la definizione degli standard territoriali, l’individuazione del fabbisogno delle singole Usl, la connessione tra strutture intermedie, rete della medicina generale e delle aggregazioni territoriali dei medici è rimasta del tutto imprecisata, salvo usare dei posti letto territoriali per accomodare le necessità di qualche struttura del privato.
L’altra grande necessità è il primato del «saper fare» clinico e terapeutico, della valorizzazione del patrimonio di competenze e delle professionalità oggi presenti e operanti all’interno del sistema sanitario. E’ questo il sedimento indispensabile su cui fare leva per dare piena coerenza al Piano Sociosanitario, alleggerendo e sfoltendo l’insieme delle sovrastrutture di preteso governo del sistema fin qui introdotte.
Un altro passo indispensabile su cui procedere sarà la riforma della governance delle Aziende sociosanitarie, oggi troppo costrette dal vincolo tra il dg e il presidente della Regione. Non possiamo più assistere all’adozione di scelte sconfessate dall’intera comunità delle professioni mediche, infermieristiche e sanitarie come pure dalle conferenze dei sindaci (come l’artefatta e illogica specializzazione di alcuni ospedali in poli chirurgici e altri in poli medici nella stessa Azienda) solo perché questo è il mandato ricevuto.

Gabriele Scaramuzza
Responsabile sanità e welfare Pd di Venezia

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