PIGOZZO – TIOZZO | “SFMR: grande incompiuta regionale”

tiozzo5Bruno PIGOZZO“SFMR OPERA INCOMPIUTA”: questa la denuncia di Bruno Pigozzo vicepresidente della commissione Trasporti del consiglio regionale e del capogruppo Lucio Tiozzo. Insieme ai colleghi hanno manifestato i giorni scorsi presso la stazione ferroviaria Porta Ovest di Oriago indossando una casacca gialla con la scritta “ZAIA CI LASCIA A PIEDI”.


“Il progetto della Metropolitana regionale di superficie fu inserito nel 1990, dunque 25 anni fa, nel Piano veneto dei Trasporti, ed ancora lontanissimo dalla sua realizzazione. Dopo l’avvio in pompa magna dei lavori nel 2001, l’opera si è completamente arenata: ad oggi non è stata neppure completata la prima fase delle tre previste. La controprova schiacciante emerge peraltro dallo stesso Rapporto regionale sugli appalti pubblici 2013, nel quale si riporta che sono ben 9 gli interventi incompiuti che riguardano la metropolitana di superficie: una voragine da 70 milioni di euro”.

ORARIO CADENZATO INEFFICACE: “Ad un anno esatto dalla sua introduzione, l’orario cadenzato – hanno sottolineato i consiglieri PD – non ha fatto segnare sostanziali miglioramenti. Questo, proprio perché la mancata realizzazione della SFMR rende praticamente impossibile il raggiungimento dell’obiettivo, ovvero realizzare collegamenti ogni 30 minuti tra centri urbani e aree periferiche. Siamo di fronte ad un servizio a macchia di leopardo e ben lontano dall’essere efficace, soprattutto nell’interscambio tra diversi mezzi di trasporto”.

30 MILIONI GETTATI AL VENTO: “Ciliegina sulla torta i 30 milioni che la Regione deve ora pagare per i contenziosi persi proprio in ambito di progettazione ferroviaria. Un colpevole spreco di soldi pubblici che si sommano alle pesanti difficoltà legate alla crisi e alla recessione. Si tratta di un danno che poteva essere limitato se Zaia fosse intervenuto nel correggere in tempo la rotta. Ma evidentemente a lui, come al suo predecessore, interessano di più le grandi opere e il taglio dei nastri”.

ZERO INVESTIMENTI: “Di fatto, anche con l’assestamento di bilancio approvato in questi giorni e condizionato appunto da questo mega risarcimento, la Giunta veneta, a differenza di altre Regioni, non ha messo un euro per investire in una nuova mobilità su ferro. Sono ormai croniche – questa la denuncia dei democratici – sia la riluttanza del governo regionale nell’inserire a bilancio risorse proprie sia le lamentele, che sanno di alibi, nei confronti di Trenitalia e dei governi nazionali. Il risultato è che il materiale rotabile non viene rinnovato così come manca l’ammodernamento delle linee, molte delle quali ancora a binario unico e non elettrificate. Ecco spiegati i continui ritardi e le soppressioni, frutto di infrastrutture obsolete che ormai non reggono più. Non è un caso che la tratta Portogruaro-Venezia sia entrata nella top ten delle peggiori linee d’Italia, secondo il rapporto Pendolaria 2014 di Legambiente”.

BIGLIETTO UNICO RESTA CHIMERA: “L’unica cosa certa è che quando manca una strategia, la Regione investe buttando via i soldi. Il caso della bigliettazione unica ne è l’ulteriore esempio: tante risorse spese per consulenze e progetti e nessun risultato concreto. La possibilità per i cittadini di usufruire con un solo biglietto di differenti mezzi di trasporto resta una chimera”.

21: “Da poco è partito anche il nuovo orario invernale – hanno ricordato gli esponenti del PD Veneto – e, tanto per cambiare, le richieste e le osservazioni di pendolari e sindaci del territorio veneto sono rimaste lettera morta. Come sempre presidente e assessori non ascoltano chi vive ogni giorno sulla propria pelle i disagi. Anche questo segnale la dice lunga sulla scelta politica del centrodestra di privilegiare il trasporto privato su strada lasciando nell’abbandono quello ferroviario. Non è così che il Veneto può pensare di ripartire verso un nuovo sviluppo”.

Al Veneto serve un nuovo governo anche in questo settore -conclude Pigozzo- per affrontare con coraggio un tema così strategico ed urgente, capace di far ripartire lo sviluppo in termini sociali, produttivi, economici, ambientali.

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